Il nostro approccio

Il Counseling è un insieme di atteggiamenti, abilità, tecniche e strumenti per costruire una relazione con l’altra persona, aiutandola ad aiutarsi, dando spazio a percorsi di maggiore consapevolezza e di “cura di se’ “ che riguardano l’interezza della persona sana e che implicano l’assunzione di stili di vita più responsabili e sostenibili sul versante ambientale, sociale, lavorativo e affettivo-relazionale.

E’ un intervento di orientamento esistenziale per l’individuo, la coppia, le famiglie e per i gruppi, un potenziamento delle risorse personali e professionali.

Il lavoro è centrato sulle funzioni adulte della personalità:  riconoscimento del bisogno emergente in una determinata fase di vita, con la definizione di obiettivi concreti e di reperimento e gestione delle risorse, con conseguente pianificazione delle azioni  e comprensione del contesto e delle emozioni ad esso collegate.

L’intervento di Counseling si configura come un processo di “adattamento creativo” che consente alla persona di immaginare, progettare e realizzare per sé le migliori condizioni di vita possibili nella sua realtà e nella sua situazione contingente di vita, perseguendo un concetto relativo di “salute” coerente con quanto stabilito dall’OMS nel 1948.

Il Counseling è utile nelle fasi di transizione del ciclo di vita. In quest’ottica il Counseling si configura come un processo di apprendimento, un percorso di cambiamento all’interno del quale il cliente è agevolato dal counselor a comprendere, esplorare, consapevolizzare e integrare le nuove acquisizioni nella sua vita; tali acquisizioni possono essere specifiche competenze e/o una maggiore consapevolezza rispetto a sé stesso.

L’azione di Counseling opera soprattutto sul presente come tempo dell’auto-trasformazione e del cambiamento, configurandosi come un percorso di formazione al benessere e di andragogia che genera nella persona un migliore contatto con sé stessa, facilitando una maggiore comprensione dei vissuti, delle sensazioni, delle emozioni, dei pensieri e delle aspettative, riferibili a precisi contesti e situazioni di vita.

Cos’è un ciclo di Counseling?

I percorsi di Counseling possono essere sviluppati in vari contesti e con finalità anche e soprattutto formative e quindi non solo di sostegno individuale. L’orientamento esistenziale fornito da un percorso di Counseling mira a un potenziamento dell’autosviluppo di competenze e di abilità.

Un ciclo di Counseling, pur essendo una prestazione di carattere breve, mirata e circoscritta, non può essere quantificata aprioristicamente; gli incontri, generalmente a cadenza settimanale o quindicinale sono incentrati sullo sviluppo e sul raggiungimento dell’obiettivo di lavoro concordato tra Counselor e Cliente. Particolare importanza ricopre, nel Counseling, la stipula di un contratto di obiettivo, indispensabile per canalizzare l’attenzione consapevole sul cambiamento oggetto del contratto.

Cosa fa il Counselor?

– Effettua una prima conoscenza della persona che gli consente, a partire dalle informazioni ottenute mediante l’interazione, di scegliere tra la presa in carico,  l’invio ad altri professionisti o la proposta di un lavoro in rete.

– Realizza percorsi di sostegno e orientamento esistenziale limitati nel tempo e riconducibili a specifiche aree legate alla domanda del cliente. Il suo compito è quello di aiutare la persona a migliorare le proprie capacità di fronteggiamento del disagio, di risoluzione dei problemi, di potenziamento delle risorse personali all’interno dei suoi contesti di vita e di decisione (coping, problem solving, decision making).

– Informa il Cliente circa le modalità organizzative e i principali passaggi del percorso di aiuto. La persona che ha chiesto un intervento di counseling va informata fin dall’inizio e deve sapere che tipo di iter sta per affrontare.

– Accoglie il Cliente fornendo uno spazio relazionale sicuro all’interno del quale il soggetto possa esprimere liberamente i propri vissuti.

– Ha cura il Cliente e nutre fiducia nella sua capacità di instaurare, grazie alla qualità della relazione interpersonale, un nuovo rapporto con se stesso, più positivo e consapevole, orientato alla decisione responsabile rispetto alla domanda.

– Conoscendo le basi del funzionamento dell’individuo (e le dinamiche peculiari di sistemi complessi come la coppia, la famiglia ed il gruppo), contribuisce a creare il clima relazionale più adatto per suscitare nei suoi interlocutori un nuovo e più alto livello di consapevolezza, lasciando che la relazione di aiuto diventi un vero e proprio percorso di ri-scoperta di sé-con-l’altro.

– Stimola e favorisce nel proprio Cliente la capacità di effettuare autonomamente le proprie scelte di vita, facilitandone il riconoscimento dei punti di forza e delle aree di miglioramento.

– Rispetta l’etica e la deontologia professionale facendo ricorso alla supervisione ai percorsi di sviluppo personali per non influenzare negativamente il suo ruolo di agevolatore, di armonizzare le diverse componenti della propria personalità e, infine di sviluppare le capacità di fondo richieste per condurre i colloqui di aiuto.

Obblighi del Counselor

Il Counselor professionista è tenuto a redigere con il cliente il contratto (in forma scritta) di consenso informato sulla tipologia di intervento e sulla privacy basato su un modello standard fornito dall’Associazione REICO, all’interno del quale devono essere richiamati e specificati i criteri metodologici relativi a:

a)    Cos’è il Counseling e cosa fa il Counselor;

b)    L’obiettivo del lavoro di Counseling;

c)    La scelta delle modalità di intervento previste;

d)    Gli adempimenti obbligatori (in base a quanto previsto dalla legge sulla privacy)

e)    In base alla legge 4/13, ogni professionista contraddistingue la propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l’esplicito riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della presente legge. L’inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice di consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.

f)     L’informazione al Cliente della presenza di uno sportello nazionale di riferimento per il cittadino consumatore approntato dall’Associazione REICO, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti secondo l’art. 4 della legge 4/2013, nonché ottenere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti all’Associazione stessa;

g)    La Carta dei Diritti del Cliente (da allegare al contratto e che sarà pubblicata sul sito dell’Associazione REICO)

– Pur conoscendo le basi del funzionamento psico-fisico dell’individuo (e le dinamiche peculiari di sistemi complessi come la coppia, la famiglia ed il gruppo) non interpreta né tantomeno fa diagnosi, bensì contribuisce a creare il clima relazionale più adatto per suscitare nei suoi interlocutori una nuova presa di consapevolezza, lasciando che la relazione di aiuto diventi un vero e proprio percorso di scoperta di sé-con-l’altro.

– Rispetta l’etica e la deontologia professionale facendo ricorso alla supervisione e ai percorsi di crescita personali (psicoterapia, counseling, analisi ecc.) che consentono di sciogliere i blocchi psico-emotivi che potrebbero influenzare negativamente il suo ruolo di agevolatore, di armonizzare le diverse componenti della propria personalità e, infine, di sviluppare a pieno le capacità di fondo più richieste per condurre con successo i colloqui di aiuto.

– Per quanto riguarda il focus dell’intervento, opera soprattutto sul presente come tempo dell’autotrasformazione e del cambiamento. Le tecniche impiegate (ascolto attivo, riformulazioni, domande, chiarificazioni, feedback, tecniche a mediazione corporea ecc.) stimolano nella persona un nuovo contatto con se stessa, facilitando la comprensione dei vissuti, delle sensazioni, delle emozioni e delle aspettative riferibili a precisi contesti e situazioni di vita.

Aspetti caratterizzanti del counseling

ACCETTAZIONE DEL DISAGIO E TRASFIGURAZIONE DEL NEGATIVO

– Per quanto riguarda la sintomatologia in entrata dell’utente, il counselor lo aiuta a “stare” con il disagio e a mobilitare in tempi brevi le risorse a disposizione (interne ed esterne). In presenza di sintomi spiacevoli, ma non ancora invalidanti, l’azione di counseling si distingue dall’approccio clinico tradizionale per il suo intento educativo: ciò che è più importante è imparare ad accettare ed “ascoltare” il negativo invece di volerlo rapidamente eliminare, al fine di viverlo secondo una prospettiva di senso che sappia includerlo nel proprio percorso di autorealizzazione (si pensi, ad esempio, alla disposizione aperta e non giudicante che la mindfulness assume rispetto al fluire continuo di pensieri, emozioni e sensazioni anche sgradevoli).

Il counseling non opera ristrutturazioni di personalità né punta a guarire sintomi o malattie. Esso non agisce sulla patologia, ma si prende cura della normopatia e dello stress di tutti i giorni che influiscono sulla qualità di vita degli individui e della società.

ACCOGLIENZA E CENTRALITÀ DELLA RELAZIONE UMANA

Il counselor, come si è già visto, opera essenzialmente per stabilire un clima di comprensione empatica e di accettazione incondizionata che permetta al cliente di esprimere liberamente pensieri ed emozioni. Prioritario, prima di qualsiasi piano di azione che miri a ristabilire condizioni sufficienti di benessere, è la capacità di contattare profondamente ciò che accade dentro di sé e nella relazione, migliorando l’autoconoscenza e l’accettazione dei propri vissuti.

UN CAMMINO DI CONSAPEVOLEZZA

– La finalità degli incontri di counseling è quella di migliorare nell’utente la consapevolezza di sé e delle proprie modalità relazionali/comunicative, al fine di sviluppare capacità di analisi del problema presentato, potenziare le risorse per fronteggiare la situazione specifica e promuovere autonomia ed efficacia nelle scelte. Tale finalità prevede che la persona venga aiutata ad ascoltarsi e a distinguere chiaramente cosa può essere cambiato nella vita e cosa, invece, deve essere accettato e vissuto diversamente.

– Il counselor impiega gli strumenti del colloquio per aiutare il cliente a focalizzare sensazioni, emozioni e pensieri connessi alla situazione di disagio, migliorando la comprensione della crisi in corso mediante il riconoscimento delle concause sistemiche che l’hanno generata.

ORIENTAMENTO DI VITA GUIDATO DAI VALORI

– Il counselor permette all’utente di riconoscere ed esprimere apertamente i suoi valori e la propria idea di benessere, al fine di effettuare scelte di cambiamento coerenti con i princìpi guida personali.

RESPONSABILITÀ DEL CLIENTE E DECISION MAKING

– Il counselor accoglie clienti che hanno la necessità di prevenire, affrontare e risolvere dei problemi specifici o delle situazioni di difficoltà momentanea che suscitano in loro disagio e disorientamento. Tali problemi sono, per definizione, problemi di scelta e/o esistenziali (non problemi tecnici gestibili attraverso consulenze tradizionali).

– Il counselor impiega le tecniche del colloquio di facilitazione per aiutare il cliente a produrre risposte maggiormente funzionali in situazioni critiche. Il professionista, in determinati momenti del percorso di aiuto, può suggerire alla persona alcune alternative comportamentali per fronteggiare il disagio, che dovranno comunque essere esaminate e valutate con la massima libertà dall’utente al fine di pervenire ad una scelta autonoma, responsabile ed ecologica.

Il counseling agevola nella persona il decision making favorendo una sintesi efficace delle componenti propriocettive, emotive e razionali coinvolte nel processo di scelta.